giu 202016
 

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Tavola Rotonda su Radio Maria del 19 giugno 2016 sul tema “Unioni civili e libertà di coscienza”. Hanno partecipato alla tavola rotonda condotta da Andrea Morigi: Fabrizio Turba, sindaco di Canzo (Co), il Dr. Domenico Airoma, vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino e l’Avv. Giancarlo Cerrelli.

giu 172016
 

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È veramente preoccupante la china ideologica intrapresa, ormai sempre con maggior vigore, dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), che pur dovendo rappresentare democraticamente la pluralità di tutte le componenti dell’avvocatura, conferma, invece, la sua vocazione di agente politico, che insieme ad altri, persegue l’obiettivo di una decostruzione dell’istituto familiare. È ciò che sostiene Giancarlo Cerrelli, avvocato esperto in diritto di famiglia e dei minori, che è stato audito qualche giorno fa, assieme ai rappresentanti dell’OUA e del Consiglio Nazionale Forense, dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati circa un’indagine conoscitiva diretta a verificare lo stato di attuazione delle disposizioni legislative in materia di adozione ed affido.

L’OUA in un comunicato in cui auspica una riforma dell’istituto dell’adozione, ha sostenuto pretestuosamente – afferma Cerrelli – che il miglior interesse dei minori, sia soltanto quello di dare loro affetto e cura, così tentando di perseguire il fine ideologico di allargare la platea degli adottanti anche ai non coniugati, agli uniti civilmente dello stesso sesso e ai single. È veramente raccapricciante – continua Cerrelli – che si riduca un rapporto adottivo soltanto all’affetto e alla cura, che sono elementi che possono avere attori e destinatari fungibili, questi ultimi anche di specie diversa (basti pensare alla cura e all’affetto che il padrone destina al suo animale).  L’obiettivo, tuttavia, più inquietante è quello che vuole banalizzare il dato biologico della filiazione a favore di una non meglio precisata filiazione sociale o relazionale. Citando impropriamente la Corte EDU, infatti, l’OUA sostiene che “a parità di condizioni nessuno può essere discriminato”, non considerando, tuttavia, che i veri discriminati – se fosse accolta la proposta dell’OUA –  sarebbero soltanto i minori, a cui sarebbe loro negato il fondamentale diritto di crescere con un papà e una mamma e ciò soltanto per soddisfare unicamente il desiderio degli adulti.

L’avv. Cerrelli sostenendo, invece, che nello spirito della legge 184/1983 sia da tutelare primariamente il diritto del minore a crescere nella propria famiglia, invita gli avvocati a mostrare il proprio disappunto per questa deriva ideologica totalitaria assunta da un organo che dovrebbe rappresentare tutte le componenti dell’avvocatura e che invece, con questa posizione, rappresenta soltanto una ristretta élite connotata ideologicamente.

giu 092016
 

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http://it.radiovaticana.va/news/2016/06/09/e_legge_in_italia_il_reato_negazionismo/1235956

E’ legge il reato di negazionismo. Con il via libera ieri da parte della Camera d’ora in poi rischia la reclusione da 2 a 6 anni chi incita all’odio razziale che si fonda “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, contro l’umanità o di guerra”.  Plaude la Comunità ebraica che parla di giornata  storica, mentre tra gli storici resta il timore che il provvedimento possa perseguire il  reato di  opinione e impedire quindi la discussione sulla verità storica. Paolo Ondarza:

Incitare al negazionismo o al genocidio in Italia da oggi è reato. La legge prevede la reclusione fino ad un anno e sei mesi o la multa fino a 6mila euro per chi propoaganda  idee fondate sulla superiorità o sull’odio  razziale o etnico, o istiga a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Prevista la reclusione da 2 a 6 anni, nei casi in cui la propaganda e l’incitamento si fondino sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio. Vietata anche ogni organizzazione che abbia tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione: chi vi partecipa rischia da 6 mesi a 4 anni di prigione che passano fino a 6 anni per chi promuove o dirigi tali associazioni. Giancarlo Cerrelli, consigliere centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani:

R. – Sono contrario al negazionismo. Lo direi chiaramente. Proprio per questo, però, credo che il negazionismo vada contrastato non con il carcere, ma dal punto di vista scientifico. Il fatto che diventi reato un’opinione la diffusione di un pensiero è un’aggravante innestata sulla legge Mancino-Reale, che diventa pericolosa.

D. – Perché? Qual è il rischio?

R. – Il rischio è che anche, eventualmente, la diffusione di idee buone, di idee vere, un domani possa essere punito. C’è una sorta di pedagogia di Stato che ci indica ciò che dobbiamo pensare e ciò che non dobbiamo pensare, perché altrimenti finiamo in carcere. Io ripeto: sono contrario al negazionismo, ma il contrasto non può avvenire con il carcere.

D. – Indubbiamente, va rilevato come fatti di cronaca, anche recenti, ci riportino il fenomeno dell’intolleranza, dell’antisemitismo come purtroppo un fenomeno ancora vivo…

R. – Ovviamente, l’antisemitismo va punito, ma ci sono già le leggi in vigore che puniscono adeguatamente questi reati. Non sono per niente d’accordo su questa legge che ha fornito un’aggravante a questi reati, un’aggravante che limita gravemente la libertà di pensiero, la libertà di opinione.

D. – E’ questa la critica mossa da diversi storici, che vedono in questa legge prefigurarsi il reato di opinione e, quindi, un impedimento alla discussione sulla verità storica…

R. – Un domani anche delle idee buone potrebbero essere punite, perché la pedagogia di Stato ci dice cosa dovremmo pensare per essere buoni cittadini. Io credo che, dal punto di vista scientifico, una legge di questo tipo potrebbe essere innanzitutto il presupposto di altre leggi e la prima potrebbe essere proprio la legge anti-omofobia.

D. – Perché? Qual è il legame?

R. – Sulla stessa legge Mancino-Reale era innestata la legge anti-omofobia, che è stata approvata dalla Camera e che è ancora in Senato, e questa legge è pericolosissima anche per il fatto che impone pedagogicamente di pensare alle unioni omosessuali, al matrimonio omosessuale, all’adozione omosessuale in un certo modo, pena il carcere. Io temo molto per la libertà di pensiero. Non per tutte le idee si giunge ad una punizione del genere. Per esempio, a me viene da pensare che il comunismo è un’ideologia che ha fatto milioni di morti. E’ notoriamente ormai accertato che ha fatto più morti il comunismo nel mondo che il nazismo. Ebbene, al momento, nessuno ha preso qualche provvedimento contro la diffusione di testi che inneggino oppure propagandino idee comuniste. Si costituiscono anche partiti con la denominazione “comunisti”, ma nessuno si è mai sognato, al momento, di dire: puniamo con il carcere chi diffonde queste idee.

mag 122016
 
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Si fa festa per l’approvazione di una legge che ha un mero valore simbolico, ma non cambia la realtà intrinseca delle cose. In questo caso, come in molti altri, il diritto è usato maldestramente per tentare di superare i limiti posti dal reale. È l’ennesimo tentativo per costruire una società finta e artificiale; e questo fa gioire?
È preoccupante che le vittime di questa ubriacatura ideologica siano i più piccoli, che saranno usati affinché i desideri di certi adulti possano divenire diritti, ma che sono, in realtà, degli autentici anti-diritti.
Quella che si è appena conclusa è solo una battaglia di una guerra che ha obiettivi ben più ampi.
È in gioco il futuro dell’umano!!!
Guai a scoraggiarsi!
Occorre, invece, riunire le forze, divenire missionari del buon senso, evitare divisioni e fare rete, perché…solo
UNITI SI VINCE!