ago 152013
 

Martedì 13 Agosto 2013

10:26DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE”

“Turba e addolora venire a conoscenza della morte di un adolescente e ancor più se questa morte è il frutto di una scelta volontaria. Ciò che tuttavia accresce il turbamento è prendere atto dell’uso strumentale della morte per fini ideologici”. Lo ha scritto, in una nota, Giancarlo Cerrelli, vicepresidente nazionale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), commentando la notizia del “triste caso del ragazzo quattordicenne di Roma che si è suicidato – secondo l’informazione fornita inizialmente dal quotidiano la Repubblica – perché gay”. Per Cerrelli, “non c’è dubbio che il dato più rilevante e drammatico sia quello della prematura morte di quest’adolescente che non si sa se fosse veramente gay, ma che non ci si è fatti scrupolo di usare per biechi fini ideologici, senza conoscere le vere ragioni del drammatico gesto e in ogni caso, senza attendere le risultanze investigative, prima di ipotizzare conclusioni avventate”. Ma, evidenzia il vicepresidente dell’Ugci, “una cosa è certa: un morto da poter sacrificare sull’altare della causa dell’anti-omofobia fa comodo a chi sta facendo di tale tema una battaglia ideologica, così da avere una giustificazione in più per invocare una maggiore accelerazione dell’approvazione della legge e, così, dimostrarne l’urgenza e la necessità”. (segue)

10:27DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE” (2)

“I mezzi di comunicazione – ricorda Cerrelli – non hanno esitato a dare ampio spazio alla vicenda, segnalando come, oggi più che mai, vi sia il bisogno e l’urgenza di una legge anti-omofobia che educhi il popolo italiano ad accettare l’omosessualità come un modo normale di vivere la sessualità e che reprima qualsiasi atteggiamento, che tenda a evidenziare nell’omosessualità un’anomalia comportamentale”. Ciò che, invece, non è in alcun modo stato rilevato è che “non potrà essere una legge a eliminare il disagio interiore di chi prova un’inclinazione verso persone dello stesso sesso”. La ricetta che è fornita dai maìtre à penser è “decisamente fuorviante e parziale, perché indica, in modo subdolo, che deve essere il sentire comune della popolazione ad accettare – anche con un’apposita rieducazione coattiva – la tendenza disordinata altrui abituandosi a percepirla come ‘normale’”. In realtà, la legge anti-omofobia, avverte il vicepresidente dell’Ugci, “mira a mutare il senso comune del nostro popolo, affinché giunga, finalmente, a considerare l’omosessualità come una tendenza ‘normale’ e non un disordine”. Il mezzo, dunque, per “riscrivere la natura umana”, “di per sé immutabile”, allora diventa “la legge, che tende, in una prospettiva gnostica, a forgiare una società artificiale, sempre più liquida, priva di valori di riferimento e irrispettosa del bene umano oggettivo”.

 

ago 132013
 

6857925-teenage-depresso

Quando si usa la morte per fini ideologici: il suicidio del ragazzo di 14 anni.

 

di Giancarlo Cerrelli

Turba e addolora venire a conoscenza della morte di un adolescente e ancor più se questa morte è il frutto di una scelta volontaria.

Ciò che tuttavia accresce il turbamento è prendere atto dell’uso strumentale della morte per fini ideologici.

Lo spunto è dato dal triste caso del ragazzo quattordicenne di Roma che si è suicidato – secondo l’informazione fornita inizialmente dal quotidiano la Repubblica – perché gay.

Non ci meraviglia che il Presidente della Camera dei Deputati e le associazioni gay abbiano approfittato di tale triste notizia per promuovere, ad arte, una cinica pressione mediatica a favore della legge anti omofobia, in discussione alla Camera dei Deputati, quando ancora gli inquirenti devono “capire se qualcuno fosse a conoscenza del disagio del ragazzo, se questi avesse confidato di essere gay e se qualche gesto o reazione possa aver urtato la sensibilità del 14enne”(ANSA).

 

Non c’è dubbio, comunque, che il dato più rilevante e drammatico sia quello della prematura morte di quest’adolescente che non è certo che fosse veramente gay, ma che non ci si è fatti scrupolo  di usare per biechi fini ideologici, senza conoscere le vere ragioni del drammatico gesto e in ogni caso, senza attendere le risultanze investigative, prima di ipotizzare conclusioni avventate, come era avvenuto, circa due mesi fa per un  caso analogo, ma fortunatamente finito non tragicamente e anche il mese scorso, invece, per l’incendio divampato al liceo Socrate di Roma che, in un primo tempo era stato rubricato come azione di stampo omofobico ed invece dalle dichiarazioni dei colpevoli, che si sono costituiti, è emerso che l’omofobia non c’entrava nulla.

  Continue reading »

feb 122013
 

                                                                            COMUNICATO STAMPA

Cerrelli (Presidente UGCI Crotone) dice no alla richiesta di istituzione del registro dei testamenti biologici a Crotone.

Apprendiamo dalla stampa locale che il Coordinamento per i diritti civili ha reiterato la richiesta a che venga posto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale di Crotone, l’istituzione del registro del testamento biologico.

A tal proposito intendiamo rilevare che:

1)    pur non essendo presente alcuna necessità e urgenza sociale, detto Coordinamento insiste nel richiedere al Comune di Crotone un dispositivo ideologico di morte, com’è quello della costituzione del registro del testamento biologico. Nessuno avverte questa necessità tra i cittadini crotonesi, tranne i membri del Coordinamento.

Crediamo, pertanto, che sia più proficuo, che al posto di richieste di dispositivi di morte, si pensasse a come alleviare la crisi morale ed economica della nostra città.

2)    Tale proposta, com’è facilmente intuibile, ha una natura del tutto ideologica e ha lo scopo di diffondere una mentalità eutanasica anche nel nostro territorio. E’ bene che si comprenda che non tutto ciò che si crede sia un diritto lo sia realmente.

3)    Sarebbe, pertanto, sconfortante dover costatare che il Comune di Crotone si interessasse ad una iniziativa maldestra come questa, tesa a  favorire e a facilitare la morte, piuttosto che a sostenere quelle iniziative di promozione umana e culturale di cui la nostra città ha tanto bisogno.

4)    In un momento storico in cui Crotone sta vivendo una delle crisi più severe della sua storia, ci aspettiamo dal Comune dei segnali di sostegno concreto nei confronti di quelle famiglie, purtroppo numerose, che hanno nel loro seno dei malati terminali, o disabili, piuttosto che appoggiare un dispositivo ideologico, che mira a favorire una cultura di morte e che porta inesorabilmente a prostrare ulteriormente il morale del corpo sociale della nostra città.

5)    E’ utile ribadire che questi registri sono del tutto inutili, difatti, l’intervento del Comune in questi ambiti appare esorbitante rispetto alle competenze proprie dell’ente locale e si traduce in provvedimenti  privi di effetti giuridici. Il Biotestamento depositato in Comune non ha la forza di vincolare nessuno a rispettare le volontà ivi contenute.

6)    Non si deve, tra l’altro dimenticare che vi è una Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 19 novembre 2010, ancora in vigore, che dopo aver spiegato i motivi che ostano ad una istituzione di appositi registri per le DAT presso i Comuni, afferma che:“non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime le iniziative volte alla introduzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento. In tale quadro si potrebbe, anzi, ipotizzare, nel caso in cui si intenda dar comunque corso ad iniziative del genere, un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore.”

Avv. Giancarlo Cerrelli

Presidente Unione Giuristi Cattolici di Crotone

 

 

 

 

gen 202013
 

                                                                                                                                                                                                  UNIONE GIURISTI CATTOLICI ITALIANI

Crotone, 22 gennaio 2013: Il Vicepresidente Nazionale dei Giuristi Cattolici, avv. Giancarlo Cerrelli, esaminerà i criteri che da cattolici si devono seguire per scegliere chi votare alle prossime elezioni.

 L’Unione Giuristi Cattolici Italiani è lieta di comunicare che il Vicepresidente Nazionale dei Giuristi Cattolici, avv. Giancarlo Cerrelli, martedì 22 gennaio 2013, ore 18,30, nel Salone dell’Arcivescovado, Piazza Duomo, Crotone, esaminerà i criteri, che da cattolici si devono seguire per scegliere chi votare alle prossime elezioni. Durante l’incontro, organizzato da Alleanza Cattolica,  sarà presentato il Promemoria di Alleanza Cattolica per le elezioni del 2013.  L’incontro sarà introdotto dal dr. Ernesto Nudo e dalla dr.ssa Maria Grazia D’Ettoris entrambi di Alleanza Cattolica, mentre, come detto, spetterà al Vicepresidente nazionale dell’UGCI, avv. Giancarlo Cerrelli, relazionare sul tema: Come scegliere chi votare da cattolici? In un momento storico in cui nessun partito, o coalizione prende a cuore apertamente i principi etici che connotano ogni uomo e quindi anche il cattolico, ci si chiede quale debba essere la bussola per discernere chi votare. A questa domanda cercherà di rispondere in modo articolato il vicepresidente dell’UGCI, avv. Giancarlo Cerrelli. L’incontro è aperto a tutti i fedeli cattolici e agli uomini di buona volontà; è, altresì, prevista la partecipazione di rappresentanti di gruppi, movimenti e associazioni ecclesiali, nonché di esponenti politici.

 

gen 182013
 

 

                                                 Alleanza Cattolica – Croce di Crotone

invita alla presentazione del Promemoria per le elezioni del 2013: Come scegliere chi votare da cattolici? L’incontro che si svolgerà martedì 22 gennaio 2013, ore 18,30, nel Salone dell’Arcivescovado, Piazza Duomo, Crotone, sarà introdotto dal dr. Ernesto Nudo e dalla dr.ssa Maria Grazia D’Ettoris entrambi di Alleanza Cattolica, relazionerà l’avv. Giancarlo Cerrelli, Vicepresidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. L’incontro è aperto a tutti i fedeli cattolici e agli uomini di buona volontà; è prevista la partecipazione di rappresentanti di gruppi,  movimenti e associazioni ecclesiali.

gen 152013
 
Comunicato di Alleanza Cattolica, 14 gennaio 2013

 

Il 13 gennaio 2013 si è svolta a Parigi la «Manif pour tous», intesa a protestare contro il progetto di legge del presidente socialista François Hollande sul «matrimonio per tutti», che estende la nozione di matrimonio alle coppie omosessuali. Alleanza Cattolica ha aderito a questa, che è stata la più grande manifestazione contro il matrimonio omosessuale della storia, e che merita qualche specifica considerazione.

1. In Francia Hollande è riuscito a sconfiggere nelle elezioni il presidente uscente di centro-destra Nicolas Sarkozy perché molti francesi erano stanchi della subalternità alla Germania e alle istituzioni europee dell’amministrazione Sarkozy, e senza dubbio alcuni non apprezzavano neppure la forte influenza della massoneria francese su tale amministrazione. Nonostante le promesse elettorali, il nuovo governo Hollande continua a dipendere strettamente dalle istituzioni europee a guida tedesca nella gestione dell’economia – semmai rincarando la dose di «austerità» e di tasse – e, quanto alla massoneria, per la prima volta nella storia francese tre dei quattro ministeri detti «sovrani» che tradizionalmente determinano la politica nazionale – Interni, Esteri, Giustizia e Difesa – hanno ora titolari che sono stati iniziato nelle logge massoniche (cfr. Sophie Coignard, «Hollande et ses franc-maçons», «Le Point», n. 2.013, 3 gennaio 2013, pp. 44-48). Se non ha nessuna autonomia in campo economico, l’amministrazione Hollande può però distinguersi nel campo dei «diritti», introducendo il matrimonio omosessuale e, in prospettiva, l’eutanasia.

2. La manifestazione di Parigi ha avuto un grande successo, e ha messo in difficoltà il governo, perché è riuscita a tenere insieme persone e forze diversissime unite dall’ostilità al matrimonio omosessuale: cattolici, ebrei, musulmani, atei, socialisti e anche omosessuali che considerano una legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso un errore.

3. Nessuna forza politica di qualche dimensione ha sostenuto in modo unanime la manifestazione. Lo stesso Fronte Nazionale della signora Marine Le Pen si è diviso, con la sua presidente che ha dichiarato di non volere partecipare temendo «derive omofobe», mentre hanno partecipato alla manifestazione anche esponenti di qualche rilievo dello stesso Partito Socialista.

La campagna elettorale in corso nel nostro Paese invita a qualche riflessione sul tema «Oggi in Francia, domani in Italia». Il Partito Democratico – con i suoi alleati di Sinistra e Libertà – propone da tempo il riconoscimento delle unioni omosessuali e ha almeno il pregio di esprimersi sul tema in modo chiaro e senza infingimenti. Anche il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Rivoluzione Civile del giudice Antonio Ingroia si sono espressi, con diverse modalità, a favore del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso.

Continue reading »

dic 292012
 

Promemoria di Alleanza Cattolica  per le elezioni del 2013

Nell’imminenza di elezioni politiche e amministrative che si svolgono in condizioni particolarmente drammatiche per l’Italia, Alleanza Cattolica ricorda ai cattolici e a tutti gli italiani che hanno a cuore il bene comune del Paese e credono nell’esistenza di una legge naturale, iscritta nel cuore di ciascuno e che la ragione può conoscere, il primato in ogni scelta politica dei «princìpi non negoziabili» (Papa Benedetto XVI) che attengono alla vita, alla famiglia e alla libertà di educazione.

La parola del Papa

Come lo stesso Pontefice non perde occasione di ricordare, è un grave errore pensare che nelle scelte politiche si debba guardare prima ai programmi economici e solo in secondo luogo ai princìpi relativi alla vita e alla famiglia. Al contrario, le radici della crisi economica non sono soltanto, e neppure principalmente, economiche: sono morali, e ogni aggravamento della crisi morale attraverso leggi contrarie al diritto naturale non manca di avere gravi conseguenze anche sull’economia. Ed è scandaloso che anche politici sedicenti cattolici affermino — contro il chiaro e ripetuto insegnamento del Magistero — che nelle scelte e nelle alleanze elettorali si debba guardare prima all’economia che ai «princìpi non negoziabili». Al contrario, come insegna l’enciclica Caritas in veritate, magna carta della dottrina sociale della Chiesa per il secolo XXI, «la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica» e il «campo primario e cruciale [...] è oggi quello della bioetica, in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale». Continue reading »

ago 022012
 

Audizione presso la Commissione Cultura del Comune di Crotone, dell’Avv. Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone, circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. (1° agosto 2012)

Si è svolta il 1° agosto 2012 presso i locali della Presidenza del Consiglio Comunale di Crotone, l’audizione da parte della IV Commissione Consiliare Permanente del Comune di Crotone, dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone e Vice Presidente nazionale della stessa Unione. Il presidente dei Giuristi Cattolici è stato sentito circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

L’avvocato Cerrelli ha precisato, preliminarmente, che la materia del “fine vita” rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta ancora da questi regolata, invero vi è un disegno di legge sul tema che ha già passato l’esame della Camera il 12 luglio 2011 e che attende di essere approvato dal Senato della Repubblica.

Continue reading »

giu 202012
 

Dopo la pronuncia della Corte costituzionale che ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della 194/78, prendiamo atto, che per il nostro ordinamento giuridico, non tutte le vite degli esseri umani sono uguali.

Il non aver riconosciuto pari dignità alla vita umana ancora nel grembo con quella già nata, si è legittimata una vera e propria discriminazione a danno di quegli esseri umani innocenti e indifesi, di cui non si intende tener conto perché non hanno la possibilità di scendere in piazza per protestare e soprattutto, perché non sono titolari di elettorato attivo.

In attesa delle motivazioni della sentenza, che ci faranno comprendere il ragionamento della Consulta, ci appare chiaro sin da ora, che per avallare un malinteso senso di libertà della donna, si sia consacrata l’uccisione ingiusta di esseri umani innocenti, che riteniamo siano i veri discriminati dal nostro ordinamento giuridico e dalla nostra società.

Avv. Giancarlo Cerrelli

Vice Presidente Centrale Unione Giuristi Cattolici Italiani

 

 

 

 

giu 102012
 

di Giancarlo Cerrelli

Ciò che il coordinamento di talune associazioni si appresta a chiedere al Comune di Crotone ha un sapore alquanto inquietante e sinistro.

Tali associazioni, infatti – assieme all’assessore alla cultura del Comune pitagorico – pur essendosi certamente accorte di come i cittadini crotonesi, ormai, non nutrano più alcuna speranza per il loro futuro, hanno pensato bene, che sia arrivato finalmente il momento, dopo averli demoralizzati nell’animo, di aiutarli a morire anche nel corpo.

Infatti, senza alcuna necessità e urgenza sociale, tali benemerite associazioni hanno ritenuto opportuno promuovere un dispositivo ideologico di morte, chiedendo al Comune di Crotone la costituzione del registro del testamento biologico.

E’ preoccupante dover prendere atto, che anche a Crotone, si affacci quel rigurgito nichilista, promosso da una certa cultura libertaria, che tende a cancellare la dignità di essere umano al malato terminale e a quello disabile.

Il malato, invero, specie se gravemente disabile, non va mai incontro a una riduzione della sua dignità in quanto rimane sempre un essere umano, a prescindere dalla qualità della sua vita..  Se riconosciamo ciò che il malato terminale e il disabile ci donano in termini d’interrogazione sulla nostra vita e sui nostri rapporti, su ciò che abbiamo ricevuto e su ciò che possiamo donare, allora la vita di un uomo può avere un senso profondo e talora profetico anche in situazioni estreme.

Sarebbe sconfortante, pertanto, dover constatare che il Comune di Crotone si interessasse ad una iniziativa maldestra come questa, tesa a  favorire e a facilitare la morte, piuttosto che a sostenere quelle iniziative di promozione umana e culturale di cui la nostra città ha tanto bisogno.

Non comprendiamo, peraltro, la “fuga in avanti” del tutto ideologica, che queste associazioni, anche con il benestare dell’assessore alla cultura, hanno intenzione di attuare, pur in presenza di un disegno di legge nazionale teso a regolamentare la materia e che è in attesa di essere approvato dal Senato della Repubblica, dopo la già avvenuta approvazione da parte della Camera dei Deputati.

Pertanto, in un momento storico in cui la nostra città sta vivendo una delle crisi più severe della sua storia, ci aspettiamo dal Comune di Crotone dei segnali di sostegno concreto nei confronti di quelle famiglie, purtroppo numerose, che hanno nel loro seno dei malati terminali, o disabili, piuttosto che appoggiare un dispositivo ideologico, che mira a favorire una cultura di morte e che porta inesorabilmente a prostrare ulteriormente il morale del corpo sociale della nostra città.