nov 042017
 

 

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PERCHÈ SI VUOLE TRASFORMARE L’OSPEDALE DI CROTONE DA FARO DI CIVILTÀ IN UNA “MACELLERIA SOCIALE”?

di GIANCARLO CERRELLI

È doloroso costatare che anche l’Ospedale di Crotone si stia attrezzando per divenire un centro di macelleria sociale, in cui sarà possibile togliere la vita a esseri umani innocenti.

Crotone, al momento, è l’unica provincia in Italia nel cui territorio non si pratica l’ignominiosa pratica dell’aborto, prevista da una legge che con il pretesto di tutelare la salute delle donne, permette loro, con la complicità e la compiacenza di alcuni medici, di “uccidere” esseri umani indifesi e incolpevoli; ciò avviene per dare attuazione a quel malinteso e per questo pericoloso diritto all’autodeterminazione, che fa giungere, pur di perseguire la propria felicità, financo a uccidere un essere umano innocente.

 Ciò che però provoca vero sconcerto e avvilimento sono le reazioni scomposte e minacciose di alcune associazioni e organismi afferenti al femminismo militante.

 A tal proposito, appare alquanto singolare che proprio da parte di donne si levino voci a favore dell’aborto, che loro chiamano diritto, ma che in realtà è un vero e proprio abominio, perché priva della vita un essere umano del tutto inerme.

 Tale reazione ideologica manifestata da parte di queste donne, che rappresentano associazioni e organismi facenti parte di una ben precisa galassia ideologica, suscita in noi sentimenti di ripugnanza, perché riteniamo che proprio l’essere donna dovrebbe rendere più facile comprendere il valore della maternità e della vita; sarebbe, infatti, più dignitoso se tali donne piuttosto che battersi a favore di una cultura di morte, plaudissero al fatto che nel territorio di Crotone non siano, ad oggi, eseguite condanne a morte di esseri umani innocenti.

 Fa specie, peraltro, una contraddizione plateale che conferma l’intento ideologico di questa galassia di associazioni e organismi facenti capo a un’area politica ben precisa, che se da un lato questa è pronta a battersi contro i respingimenti di migranti e a favore di un loro diritto alla cittadinanza anche per i loro figli, dall’altro lato è orientata a sostenere con forza dei “respingimenti di esseri umani innocenti”, potenziali figli del nostro territorio, che soltanto perché ancora non nati non meritano, secondo loro, di godere del diritto alla vita e alla cittadinanza.

 Crotone non avverte la necessità e l’urgenza di diventare una macelleria di esseri umani innocenti. Lo stesso Ministero della Salute nell’ultima Relazione sull’attuazione della legge 194 afferma che non emergono criticità nei servizi di IVG nella nostra Regione e nella nostra provincia e pertanto auspichiamo che il dg dell’Asp di Crotone non ceda alle minacce e alle pressioni di quelle associazioni che pensando di fare un servizio alla nostra comunità, perseguono soltanto un fine ideologico.

 Infine, un’ultima considerazione: se per eseguire trattamenti utili alla propria sopravvivenza ci si deve recare anche fuori regione, ci chiediamo perché non utilizzare le risorse, che l’ASP ha predisposto per il servizio di IVG, per evitare di far sostenere viaggi della speranza ai nostri concittadini malati gravemente, piuttosto che evitare qualche disagio a chi non deve curarsi, ma soltanto “uccidere” una vita umana con il fine di perseguire il proprio diritto all’autodeterminazione?

 Crotone non si omologhi, ma continui a splendere, in Italia e nel mondo, come faro di civiltà.