ago 152013
 

CERVELLI IN AFFITTO

Esempi concreti di come il reato
di omofobia rischi di portare
in Italia il reato di opinione
Domenica scorsa Marco Tarquinio,
direttore di Avvenire, ha scritto un
coraggioso editoriale, intitolato: “Non ci
zittiremo”. Perché? A partire dal 6 agosto
Avvenire ha iniziato a pubblicare un
dossier sull’utero in affitto. Di questo
fenomeno si era già parlato, con una certa
attenzione, sul quotidiano online la
Nuova bussola, sul settimanale Tempi, ed
in altri luoghi della rete (vedi manifesto
su: facebook.com/uteroinaffitto). Ma spetta
ad Avvenire l’indubbio merito di aver
promosso un’ indagine ricca ed
esauriente su questa “nuova schiavitù”,
come la ha definita più volte anche
l’onorevole Giovanardi. Ma si sa, certi
racconti scoperchiano verminai
spaventosi, che nessuno vorrebbe far
conoscere nella loro realtà. Di qui la Continue reading »

ago 152013
 

Martedì 13 Agosto 2013

10:26DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE”

“Turba e addolora venire a conoscenza della morte di un adolescente e ancor più se questa morte è il frutto di una scelta volontaria. Ciò che tuttavia accresce il turbamento è prendere atto dell’uso strumentale della morte per fini ideologici”. Lo ha scritto, in una nota, Giancarlo Cerrelli, vicepresidente nazionale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), commentando la notizia del “triste caso del ragazzo quattordicenne di Roma che si è suicidato – secondo l’informazione fornita inizialmente dal quotidiano la Repubblica – perché gay”. Per Cerrelli, “non c’è dubbio che il dato più rilevante e drammatico sia quello della prematura morte di quest’adolescente che non si sa se fosse veramente gay, ma che non ci si è fatti scrupolo di usare per biechi fini ideologici, senza conoscere le vere ragioni del drammatico gesto e in ogni caso, senza attendere le risultanze investigative, prima di ipotizzare conclusioni avventate”. Ma, evidenzia il vicepresidente dell’Ugci, “una cosa è certa: un morto da poter sacrificare sull’altare della causa dell’anti-omofobia fa comodo a chi sta facendo di tale tema una battaglia ideologica, così da avere una giustificazione in più per invocare una maggiore accelerazione dell’approvazione della legge e, così, dimostrarne l’urgenza e la necessità”. (segue)

10:27DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE” (2)

“I mezzi di comunicazione – ricorda Cerrelli – non hanno esitato a dare ampio spazio alla vicenda, segnalando come, oggi più che mai, vi sia il bisogno e l’urgenza di una legge anti-omofobia che educhi il popolo italiano ad accettare l’omosessualità come un modo normale di vivere la sessualità e che reprima qualsiasi atteggiamento, che tenda a evidenziare nell’omosessualità un’anomalia comportamentale”. Ciò che, invece, non è in alcun modo stato rilevato è che “non potrà essere una legge a eliminare il disagio interiore di chi prova un’inclinazione verso persone dello stesso sesso”. La ricetta che è fornita dai maìtre à penser è “decisamente fuorviante e parziale, perché indica, in modo subdolo, che deve essere il sentire comune della popolazione ad accettare – anche con un’apposita rieducazione coattiva – la tendenza disordinata altrui abituandosi a percepirla come ‘normale’”. In realtà, la legge anti-omofobia, avverte il vicepresidente dell’Ugci, “mira a mutare il senso comune del nostro popolo, affinché giunga, finalmente, a considerare l’omosessualità come una tendenza ‘normale’ e non un disordine”. Il mezzo, dunque, per “riscrivere la natura umana”, “di per sé immutabile”, allora diventa “la legge, che tende, in una prospettiva gnostica, a forgiare una società artificiale, sempre più liquida, priva di valori di riferimento e irrispettosa del bene umano oggettivo”.

 

giu 232012
 

19:49 – LEGGE 194: CERRELLI (UGCI), “UNA VERA E PROPRIA DISCRIMINAZIONE” DELLA CONSULTA

“Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell‘art. 4 della 194/78, prendiamo atto, che per il nostro ordinamento giuridico, non tutte le vite degli esseri umani sono uguali”. Lo ha detto questa sera Giancarlo Cerrelli, vice presidente dell‘Unione Giuristi Cattolici italiani (Ugci) dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Per Cerrelli “il non aver riconosciuto pari dignità alla vita umana ancora nel grembo con quella già nata, si è legittimata una vera e propria discriminazione a danno di quegli esseri umani innocenti e indifesi, di cui non si intende tener conto perché non hanno la possibilità di scendere in piazza per protestare e soprattutto, perché non sono titolari di elettorato attivo”. In attesa delle motivazioni della sentenza, che ci “faranno comprendere il ragionamento della Consulta – conclude il rappresentante dell‘Ugci – ci appare chiaro sin da ora che per avallare un malinteso senso di libertà della donna, si sia consacrata l’uccisione ingiusta di esseri umani innocenti, che riteniamo siano i veri discriminati dal nostro ordinamento giuridico e dalla nostra società”.