ago 022012
 

Audizione presso la Commissione Cultura del Comune di Crotone, dell’Avv. Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone, circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. (1° agosto 2012)

Si è svolta il 1° agosto 2012 presso i locali della Presidenza del Consiglio Comunale di Crotone, l’audizione da parte della IV Commissione Consiliare Permanente del Comune di Crotone, dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone e Vice Presidente nazionale della stessa Unione. Il presidente dei Giuristi Cattolici è stato sentito circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

L’avvocato Cerrelli ha precisato, preliminarmente, che la materia del “fine vita” rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta ancora da questi regolata, invero vi è un disegno di legge sul tema che ha già passato l’esame della Camera il 12 luglio 2011 e che attende di essere approvato dal Senato della Repubblica.

Continue reading »

dic 112011
 

E’ sconfortante rilevare che un giurista della fama di Stefano Rodotà usi la Costituzione italiana considerandola “unica bussola” (la Repubblica 21.11.2011 p. 25) con l’intento malcelato di dettare l’agenda etica al Parlamento e al nuovo Governo.
Il noto giurista afferma che:
“Se alla lealtà verso la Costituzione dobbiamo continuare a rifarci, è appunto il percorso costituzionale che deve essere rigorosamente seguito tanto dal governo che dal Parlamento. E questo significa mettere da parte il testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, grondante di incostituzionalità, sgrammaticature e difficoltà applicative in ogni suo articolo. Significa riprendere il cammino verso una seria disciplina delle unioni di fatto, comprese quelle tra persone omosessuali, alle quali la Corte costituzionale ha riconosciuto un “diritto fondamentale” al riconoscimento giuridico della loro condizione, indicazione finora del tutto disattesa dal Parlamento. Significa riportare a ragione e Costituzione la materia della procreazione assistita.”

In poche parole il professor Rodotà, brandendo il feticcio della Costituzione, suggerisce al nuovo esecutivo di fare quello che saggiamente il precedente governo non ha perseguito.
In modo militante e artato, propone di abbattere quei limiti di natura stabiliti da quella “grammatica umana e sociale”, che anche la nostra Costituzione riconosce. Continue reading »