ago 022012
 

Audizione presso la Commissione Cultura del Comune di Crotone, dell’Avv. Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone, circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento. (1° agosto 2012)

Si è svolta il 1° agosto 2012 presso i locali della Presidenza del Consiglio Comunale di Crotone, l’audizione da parte della IV Commissione Consiliare Permanente del Comune di Crotone, dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Crotone e Vice Presidente nazionale della stessa Unione. Il presidente dei Giuristi Cattolici è stato sentito circa la richiesta di alcune associazioni cittadine di istituire a Crotone il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

L’avvocato Cerrelli ha precisato, preliminarmente, che la materia del “fine vita” rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta ancora da questi regolata, invero vi è un disegno di legge sul tema che ha già passato l’esame della Camera il 12 luglio 2011 e che attende di essere approvato dal Senato della Repubblica.

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giu 102012
 

di Giancarlo Cerrelli

Ciò che il coordinamento di talune associazioni si appresta a chiedere al Comune di Crotone ha un sapore alquanto inquietante e sinistro.

Tali associazioni, infatti – assieme all’assessore alla cultura del Comune pitagorico – pur essendosi certamente accorte di come i cittadini crotonesi, ormai, non nutrano più alcuna speranza per il loro futuro, hanno pensato bene, che sia arrivato finalmente il momento, dopo averli demoralizzati nell’animo, di aiutarli a morire anche nel corpo.

Infatti, senza alcuna necessità e urgenza sociale, tali benemerite associazioni hanno ritenuto opportuno promuovere un dispositivo ideologico di morte, chiedendo al Comune di Crotone la costituzione del registro del testamento biologico.

E’ preoccupante dover prendere atto, che anche a Crotone, si affacci quel rigurgito nichilista, promosso da una certa cultura libertaria, che tende a cancellare la dignità di essere umano al malato terminale e a quello disabile.

Il malato, invero, specie se gravemente disabile, non va mai incontro a una riduzione della sua dignità in quanto rimane sempre un essere umano, a prescindere dalla qualità della sua vita..  Se riconosciamo ciò che il malato terminale e il disabile ci donano in termini d’interrogazione sulla nostra vita e sui nostri rapporti, su ciò che abbiamo ricevuto e su ciò che possiamo donare, allora la vita di un uomo può avere un senso profondo e talora profetico anche in situazioni estreme.

Sarebbe sconfortante, pertanto, dover constatare che il Comune di Crotone si interessasse ad una iniziativa maldestra come questa, tesa a  favorire e a facilitare la morte, piuttosto che a sostenere quelle iniziative di promozione umana e culturale di cui la nostra città ha tanto bisogno.

Non comprendiamo, peraltro, la “fuga in avanti” del tutto ideologica, che queste associazioni, anche con il benestare dell’assessore alla cultura, hanno intenzione di attuare, pur in presenza di un disegno di legge nazionale teso a regolamentare la materia e che è in attesa di essere approvato dal Senato della Repubblica, dopo la già avvenuta approvazione da parte della Camera dei Deputati.

Pertanto, in un momento storico in cui la nostra città sta vivendo una delle crisi più severe della sua storia, ci aspettiamo dal Comune di Crotone dei segnali di sostegno concreto nei confronti di quelle famiglie, purtroppo numerose, che hanno nel loro seno dei malati terminali, o disabili, piuttosto che appoggiare un dispositivo ideologico, che mira a favorire una cultura di morte e che porta inesorabilmente a prostrare ulteriormente il morale del corpo sociale della nostra città.