mar 292019
 

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QUELLO CHE C’È IN GIOCO.

Qualcuno si chiederà come mai quando si parla di temi eticamente sensibili si alza l’attenzione dei media e si inasprisce il dibattito politico. 
Come mai quando si parla di #famiglia#aborto, unioni civili, #eutanasia#utero in affitto si suscita una bagarre politica e mediatica? È noto cosa è accaduto, solo in questo mese, con la pubblicazione del “#Volantino di #Crotone” per la festa della donna e il dibattito esilarante che sta suscitando, in questi giorni, il #Congresso di #Verona.
La verità è che è proprio su questi temi che si gioca il futuro della nostra civiltà. 
Un mondo sta morendo, un altro sta nascendo.
Cosa vogliamo per il futuro dei nostri #figli?
Vogliamo una civiltà aderente alla realtà e alla grammatica dell’umano, oppure una #civiltà che si regge sull’esaltazione dei desideri e delle emozioni e che propizia una società in cui ogni desiderio diventi diritto?
Quello in atto non è uno sterile dibattito, ma è una battaglia cruciale e decisiva per il futuro del nostro popolo. 
I poteri forti, sostenitori di questa Unione Europea senz’anima, con i loro terminali in Italia, alzano i toni perché non vogliono che il loro lavoro di anni possa essere messo in pericolo.
Il loro scopo è quello di imporci e di suscitare una umanità priva di identità, una società sempre più fluida e soggiogata dalla dittatura del desiderio, meglio controllabile e manipolabile da tali poteri forti.
E noi cosa facciamo, li lasciamo fare? Stiamo a guardare?

dic 222011
 
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DISCORSO DEL SANTO PADRE alla Curia Romana 22 dicembre 2011

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
cari fratelli e sorelle!

È sempre un momento particolarmente intenso quello che viviamo oggi. Il Santo Natale è ormai vicino e spinge anche la grande famiglia della Curia Romana a ritrovarsi insieme per compiere il bel gesto dello scambio degli auguri, che contengono l’auspicio reciproco di vivere con gioia e vero frutto spirituale la festa di Dio che si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi (cfr Gv 1,14). Per me questa è l’occasione non solo per porgervi il mio personale augurio, ma anche per esprimere a ciascuno di voi il ringraziamento mio e della Chiesa per il vostro generoso servizio; vi prego di trasmetterlo anche a tutti i collaboratori della nostra grande famiglia. Un grazie particolare lo rivolgo al Cardinale Decano Angelo Sodano, che si è fatto interprete dei sentimenti dei presenti e di quanti lavorano nei differenti Uffici della Curia, del Governatorato, compresi quelli che svolgono il loro ministero nelle Rappresentanze Pontificie sparse in tutto il mondo. Tutti siamo impegnati affinché l’annuncio che gli angeli hanno proclamato nella notte di Betlemme, “Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” (Lc 2,14), risuoni in tutta la terra per portare gioia e speranza.

Alla fine dell’anno, l’Europa si trova in una crisi economica e finanziaria che, in ultima analisi, si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente. Anche se valori come la solidarietà, l’impegno per gli altri, la responsabilità per i poveri e i sofferenti sono in gran parte indiscussi, manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e sacrifici. La conoscenza e la volontà non vanno necessariamente di pari passo. La volontà che difende l’interesse personale oscura la conoscenza e la conoscenza indebolita non è in grado di rinfrancare la volontà. Perciò, da questa crisi emergono domande molto fondamentali: dove è la luce che possa illuminare la nostra conoscenza non soltanto di idee generali, ma di imperativi concreti? Dove è la forza che solleva in alto la nostra volontà? Sono domande alle quali il nostro annuncio del Vangelo, la nuova evangelizzazione, deve rispondere, affinché il messaggio diventi avvenimento, l’annuncio diventi vita. Continue reading »

dic 142011
 

Roma, 5 dicembre 2011.

Dopo l’annuncio di gravosi provvedimenti economici, che fra l’altro – e ancora una volta – non comportano quei sostegni alle famiglie con figli a carico che molti avevano auspicato, persone molto per bene, ugualmente leali al bene comune dell’Italia e ispirate dalla dottrina sociale della Chiesa, rischiano oggi di dividersi fra loro sulla questione se, dopo le dimissioni del presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi, chi aveva sostenuto il suo governo debba oggi appoggiare l’esecutivo guidato dal sen. Mario Monti e appoggiato anche dal Partito Democratico e dal Terzo Polo, o debba insistere per immediate nuove elezioni. Sembra importante che amicizie politiche e culturali, talora antiche, non si rompano su questo punto e che si ricordino alcuni aspetti essenziali. Continue reading »