nov 192012
 

 

Nuovi tentativi di modificare  la legge sulla fecondazione artificiale e di aggirare la volontà popolare, in Cristianità n. 365, luglio – settembre 2012, pp. 51-59.

C365_Cerrelli (Articolo pubblicato su Cristianità scaricabile in versione doc)

 

 

mag 292012
 

di Giancarlo Cerrelli

 

La fecondazione di tipo eterologo può essere definita come un metodo artificiale di fecondazione in cui sono usati gameti non appartenenti alla coppia.

Su tale tema, il 22 maggio 2012, la Corte Costituzionale si è, finalmente, pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai Tribunali di Firenze, Catania e Milano relativamente al divieto di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sancita dalla legge n. 40 del 2004, restituendo gli atti ai giudici rimettenti perché valutino la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011 (S.H. e altri contro Austria), sulla stessa tematica.

Tale pronuncia della Consulta è da salutare con favore perché ha permesso di salvare, per il momento, la legge 40/2004, nella parte in cui prevede il divieto di poter far ricorso, in Italia, alla fecondazione eterologa.

C’è chi considera la fecondazione eterologa compatibile con il nostro ordinamento, tentando di assimilarla, in modo del tutto infondato e subdolo, all’adozione dei minori, sostenendo che anche in questa fattispecie il minore non gode dei suoi genitori biologici. Esiste, tuttavia, un’enorme differenza tra la fecondazione eterologa e l’adozione. L’adozione, infatti, non ha come obiettivo principale quello di soddisfare un desiderio di genitorialità (come avviene con la fecondazione artificiale), quanto piuttosto di rispondere alla necessità dei bambini, che si trovano in uno stato di abbandono materiale o morale, di vivere in una famiglia ove sia presente la figura paterna e materna. Di qui la nota formula secondo cui l’adozione di minori non è lo strumento per dare un figlio a chi non ne ha, ma, al contrario il mezzo per dare dei genitori a chi non ne ha. Il principio fondativo dell’adozione è dunque opposto a quello su cui si basa la fecondazione eterologa.  Continue reading »