nov 232015
 

 

indexQUALE OPPOSIZIONE ALLE LEGGI INGIUSTE?  Ospiti della trasmissione di RADIO MARIA del 21.11.2015, l’Avv. GIANCARLO CERRELLI e DON SAMUELE CECOTTI. Conduzione: FABIO TREVISAN

giu 202014
 
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Tavola rotonda su Radio Maria del 15 giugno 2014, condotta da Andrea Morigi, con l’avv. Giancarlo Cerrelli e l’avv. Massimiliano Fiorin

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nov 192012
 

 

Nuovi tentativi di modificare  la legge sulla fecondazione artificiale e di aggirare la volontà popolare, in Cristianità n. 365, luglio – settembre 2012, pp. 51-59.

C365_Cerrelli (Articolo pubblicato su Cristianità scaricabile in versione doc)

 

 

mag 292012
 

di Giancarlo Cerrelli

 

La fecondazione di tipo eterologo può essere definita come un metodo artificiale di fecondazione in cui sono usati gameti non appartenenti alla coppia.

Su tale tema, il 22 maggio 2012, la Corte Costituzionale si è, finalmente, pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai Tribunali di Firenze, Catania e Milano relativamente al divieto di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sancita dalla legge n. 40 del 2004, restituendo gli atti ai giudici rimettenti perché valutino la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011 (S.H. e altri contro Austria), sulla stessa tematica.

Tale pronuncia della Consulta è da salutare con favore perché ha permesso di salvare, per il momento, la legge 40/2004, nella parte in cui prevede il divieto di poter far ricorso, in Italia, alla fecondazione eterologa.

C’è chi considera la fecondazione eterologa compatibile con il nostro ordinamento, tentando di assimilarla, in modo del tutto infondato e subdolo, all’adozione dei minori, sostenendo che anche in questa fattispecie il minore non gode dei suoi genitori biologici. Esiste, tuttavia, un’enorme differenza tra la fecondazione eterologa e l’adozione. L’adozione, infatti, non ha come obiettivo principale quello di soddisfare un desiderio di genitorialità (come avviene con la fecondazione artificiale), quanto piuttosto di rispondere alla necessità dei bambini, che si trovano in uno stato di abbandono materiale o morale, di vivere in una famiglia ove sia presente la figura paterna e materna. Di qui la nota formula secondo cui l’adozione di minori non è lo strumento per dare un figlio a chi non ne ha, ma, al contrario il mezzo per dare dei genitori a chi non ne ha. Il principio fondativo dell’adozione è dunque opposto a quello su cui si basa la fecondazione eterologa.  Continue reading »

mag 242012
 

 

di Giancarlo Cerrelli

La Corte Costituzionale pronunciandosi sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai Tribunali di Firenze, Catania e Milano relativamente al divieto di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sancita dalla legge n. 40 del 2004 e restituendo gli atti ai giudici rimettenti per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011 (S.H. e altri contro Austria), sulla stessa tematica, ha, così, confermato il divieto di fecondazione eterologa legittimamente previsto dall’art.4 comma 3 della legge 40/2004.

 

La pronuncia della Consulta ha, dunque, rallentato la pretesa del “partito dei giudici” di riscrivere le basi giuridiche e valoriali del nostro Paese, anche nel campo bioetico, a dispetto, invece, del comune sentire dei cittadini. A volte capita di dimenticare che non esiste un “diritto al figlio” a tutti i costi. Il desiderio di un figlio, infatti, non può divenire un obiettivo assoluto che prevalga sulla dignità della vita umana e sul rispetto del principio di certezza delle relazioni familiari.

 

Pertanto, la pronuncia della Corte Costituzionale, si pone – nei confronti di quelle “forze culturali e politiche”, che sono artefici del tentativo di promuovere giuridicamente “nuovi presunti diritti”, senza corrispondenti doveri – come argine ad una deriva morale e giuridica, che incombe sulla nostra società e di cui le Corti di giustizia, quando tendono a sostituirsi ai Parlamenti, sono anche responsabili.