giu 202014
 
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Tavola rotonda su Radio Maria del 15 giugno 2014, condotta da Andrea Morigi, con l’avv. Giancarlo Cerrelli e l’avv. Massimiliano Fiorin

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gen 152013
 
Comunicato di Alleanza Cattolica, 14 gennaio 2013

 

Il 13 gennaio 2013 si è svolta a Parigi la «Manif pour tous», intesa a protestare contro il progetto di legge del presidente socialista François Hollande sul «matrimonio per tutti», che estende la nozione di matrimonio alle coppie omosessuali. Alleanza Cattolica ha aderito a questa, che è stata la più grande manifestazione contro il matrimonio omosessuale della storia, e che merita qualche specifica considerazione.

1. In Francia Hollande è riuscito a sconfiggere nelle elezioni il presidente uscente di centro-destra Nicolas Sarkozy perché molti francesi erano stanchi della subalternità alla Germania e alle istituzioni europee dell’amministrazione Sarkozy, e senza dubbio alcuni non apprezzavano neppure la forte influenza della massoneria francese su tale amministrazione. Nonostante le promesse elettorali, il nuovo governo Hollande continua a dipendere strettamente dalle istituzioni europee a guida tedesca nella gestione dell’economia – semmai rincarando la dose di «austerità» e di tasse – e, quanto alla massoneria, per la prima volta nella storia francese tre dei quattro ministeri detti «sovrani» che tradizionalmente determinano la politica nazionale – Interni, Esteri, Giustizia e Difesa – hanno ora titolari che sono stati iniziato nelle logge massoniche (cfr. Sophie Coignard, «Hollande et ses franc-maçons», «Le Point», n. 2.013, 3 gennaio 2013, pp. 44-48). Se non ha nessuna autonomia in campo economico, l’amministrazione Hollande può però distinguersi nel campo dei «diritti», introducendo il matrimonio omosessuale e, in prospettiva, l’eutanasia.

2. La manifestazione di Parigi ha avuto un grande successo, e ha messo in difficoltà il governo, perché è riuscita a tenere insieme persone e forze diversissime unite dall’ostilità al matrimonio omosessuale: cattolici, ebrei, musulmani, atei, socialisti e anche omosessuali che considerano una legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso un errore.

3. Nessuna forza politica di qualche dimensione ha sostenuto in modo unanime la manifestazione. Lo stesso Fronte Nazionale della signora Marine Le Pen si è diviso, con la sua presidente che ha dichiarato di non volere partecipare temendo «derive omofobe», mentre hanno partecipato alla manifestazione anche esponenti di qualche rilievo dello stesso Partito Socialista.

La campagna elettorale in corso nel nostro Paese invita a qualche riflessione sul tema «Oggi in Francia, domani in Italia». Il Partito Democratico – con i suoi alleati di Sinistra e Libertà – propone da tempo il riconoscimento delle unioni omosessuali e ha almeno il pregio di esprimersi sul tema in modo chiaro e senza infingimenti. Anche il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Rivoluzione Civile del giudice Antonio Ingroia si sono espressi, con diverse modalità, a favore del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso.

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giu 052012
 

Vietare alle coppie omosessuali i benefici previsti dalla legge federale americana sul matrimonio (il Defense Marriage Act) è incostituzionale. È quanto si legge in una sentenza emessa il 31 maggio 2012 dalla Corte d’appello di Boston, che qualcuno già definisce «rivoluzionaria».La decisione è stata presa all’unanimità dai tre giudici della Corte d’appello e ora la questione potrebbe arrivare sul tavolo della Corte Suprema. Nella sentenza si legge come il Defense Marriage Act – che risale al 1996 quando alla Casa Bianca c’era Bill Clinton e che definisce il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna – privi ingiustamente le coppie omosessuali dei diritti e dei privilegi garantiti alle coppie eterosessuali, come quella di fare una dichiarazione dei redditi congiunta. Inoltre, secondo i giudici di Boston, la legge in questione interferisce col diritto dei singoli Stati dell’Unione di dare la propria definizione legale di matrimonio. La sentenza non va oltre e non entra nel merito della questione di recente sollevata dall’intervista di Barack Obama, quella del riconoscimento dei matrimoni gay. Questi ultimi finora sono stati legalizzati solo in otto Stati dell’Unione, mentre in molti altri sono stati vietati per legge, in alcuni persino con una norma nella Costituzione. Continue reading »

dic 132011
 

Ancora un no della Consulta alle nozze tra persone omosessuali. in Iustitia (ed.Giuffrè) 2/2011.

Cerrelli Iustitia 2-2011 (testo dell’articolo in pdf)

Abstract

 L’autore, nella nota, prende spunto dall’ordinanza n. 4/2011 della Consulta, che, per la terza volta in meno di un anno, dice no alle nozze tra persone dello stesso sesso, ponendo una particolare attenzione al processo culturale e giuridico in atto nelle società occidentali, che  tenta di imporre nel nostro ordinamento un nuovo paradigma dei diritti umani. Tale processo ha lo scopo di dissolvere radicalmente i vincoli più intimi della società e scardinarne le basi fondate sul diritto naturale. Giancarlo Cerrelli evidenzia come tale processo si avvalga dell’arma potente del diritto per tentare di imporre attraverso provvedimenti giurisdizionali, ciò che non è contemplato dalla legge.