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Descrizione: lsussidiario.net - il quotidiano approfondito

 

OMOFOBIA/ La legge è solo una battaglia, la vera guerra saranno le nozze gay

Pubblicazione: venerdì 16 agosto 2013

INT.

Giancarlo Cerrelli

Descrizione: a Camera dei deputati La Camera dei deputat

 

“La legge sull’omofobia è una tappa per arrivare al matrimonio e alle adozioni da parte dei gay, passando dal riconoscimento dei diritti e delle unioni civili. Negli Stati Uniti si afferma che i generi, maschile e femminile, sono superati e che si tratta soltanto di una scelta soggettiva. Il rischio è che su questa strada presto anche l’Italia arrivi alle stesse conclusioni”. Ne è convinto Giancarlo Cerrelli, vice presidente nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani. L’approvazione della legge sull’omofobia, che doveva essere votata in questi giorni, alla fine è slittata alla riapertura dei due rami del Parlamento dopo la pausa estiva, che avverrà il 6 settembre per la Camera e il 4 settembre per il Senato. La battaglia è quindi rimandata, ma comunque se ne riparlerà dopo la pausa estiva.

 

La legge contro l’omofobia, se approvata, introdurrebbe per la prima volta il reato d’opinione nel nostro ordinamento?

Per come è attualmente predisposta la legge, certamente sì. La norma è innestata sulla legge Reale-Mancino, introdotta nel 1993 per fronteggiare le discriminazioni razziali attraverso sanzioni già di per sé molto restrittive. Con il ddl che reca la firma di Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl) si vogliono creare due nuove fattispecie, quella dell’omofobia e quella della transfobia. Questi due nuovi reati non hanno dei contorni precisi nel nostro ordinamento giuridico, nel quale i due termini sono disconosciuti.

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ago 152013
 

CERVELLI IN AFFITTO

Esempi concreti di come il reato
di omofobia rischi di portare
in Italia il reato di opinione
Domenica scorsa Marco Tarquinio,
direttore di Avvenire, ha scritto un
coraggioso editoriale, intitolato: “Non ci
zittiremo”. Perché? A partire dal 6 agosto
Avvenire ha iniziato a pubblicare un
dossier sull’utero in affitto. Di questo
fenomeno si era già parlato, con una certa
attenzione, sul quotidiano online la
Nuova bussola, sul settimanale Tempi, ed
in altri luoghi della rete (vedi manifesto
su: facebook.com/uteroinaffitto). Ma spetta
ad Avvenire l’indubbio merito di aver
promosso un’ indagine ricca ed
esauriente su questa “nuova schiavitù”,
come la ha definita più volte anche
l’onorevole Giovanardi. Ma si sa, certi
racconti scoperchiano verminai
spaventosi, che nessuno vorrebbe far
conoscere nella loro realtà. Di qui la Continue reading »

ago 152013
 

Martedì 13 Agosto 2013

10:26DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE”

“Turba e addolora venire a conoscenza della morte di un adolescente e ancor più se questa morte è il frutto di una scelta volontaria. Ciò che tuttavia accresce il turbamento è prendere atto dell’uso strumentale della morte per fini ideologici”. Lo ha scritto, in una nota, Giancarlo Cerrelli, vicepresidente nazionale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), commentando la notizia del “triste caso del ragazzo quattordicenne di Roma che si è suicidato – secondo l’informazione fornita inizialmente dal quotidiano la Repubblica – perché gay”. Per Cerrelli, “non c’è dubbio che il dato più rilevante e drammatico sia quello della prematura morte di quest’adolescente che non si sa se fosse veramente gay, ma che non ci si è fatti scrupolo di usare per biechi fini ideologici, senza conoscere le vere ragioni del drammatico gesto e in ogni caso, senza attendere le risultanze investigative, prima di ipotizzare conclusioni avventate”. Ma, evidenzia il vicepresidente dell’Ugci, “una cosa è certa: un morto da poter sacrificare sull’altare della causa dell’anti-omofobia fa comodo a chi sta facendo di tale tema una battaglia ideologica, così da avere una giustificazione in più per invocare una maggiore accelerazione dell’approvazione della legge e, così, dimostrarne l’urgenza e la necessità”. (segue)

10:27DDL OMOFOBIA: CERRELLI (UGCI), “NON USARE MORTE IN MANIERA STRUMENTALE” (2)

“I mezzi di comunicazione – ricorda Cerrelli – non hanno esitato a dare ampio spazio alla vicenda, segnalando come, oggi più che mai, vi sia il bisogno e l’urgenza di una legge anti-omofobia che educhi il popolo italiano ad accettare l’omosessualità come un modo normale di vivere la sessualità e che reprima qualsiasi atteggiamento, che tenda a evidenziare nell’omosessualità un’anomalia comportamentale”. Ciò che, invece, non è in alcun modo stato rilevato è che “non potrà essere una legge a eliminare il disagio interiore di chi prova un’inclinazione verso persone dello stesso sesso”. La ricetta che è fornita dai maìtre à penser è “decisamente fuorviante e parziale, perché indica, in modo subdolo, che deve essere il sentire comune della popolazione ad accettare – anche con un’apposita rieducazione coattiva – la tendenza disordinata altrui abituandosi a percepirla come ‘normale’”. In realtà, la legge anti-omofobia, avverte il vicepresidente dell’Ugci, “mira a mutare il senso comune del nostro popolo, affinché giunga, finalmente, a considerare l’omosessualità come una tendenza ‘normale’ e non un disordine”. Il mezzo, dunque, per “riscrivere la natura umana”, “di per sé immutabile”, allora diventa “la legge, che tende, in una prospettiva gnostica, a forgiare una società artificiale, sempre più liquida, priva di valori di riferimento e irrispettosa del bene umano oggettivo”.

 

ago 132013
 

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Quando si usa la morte per fini ideologici: il suicidio del ragazzo di 14 anni.

 

di Giancarlo Cerrelli

Turba e addolora venire a conoscenza della morte di un adolescente e ancor più se questa morte è il frutto di una scelta volontaria.

Ciò che tuttavia accresce il turbamento è prendere atto dell’uso strumentale della morte per fini ideologici.

Lo spunto è dato dal triste caso del ragazzo quattordicenne di Roma che si è suicidato – secondo l’informazione fornita inizialmente dal quotidiano la Repubblica – perché gay.

Non ci meraviglia che il Presidente della Camera dei Deputati e le associazioni gay abbiano approfittato di tale triste notizia per promuovere, ad arte, una cinica pressione mediatica a favore della legge anti omofobia, in discussione alla Camera dei Deputati, quando ancora gli inquirenti devono “capire se qualcuno fosse a conoscenza del disagio del ragazzo, se questi avesse confidato di essere gay e se qualche gesto o reazione possa aver urtato la sensibilità del 14enne”(ANSA).

 

Non c’è dubbio, comunque, che il dato più rilevante e drammatico sia quello della prematura morte di quest’adolescente che non è certo che fosse veramente gay, ma che non ci si è fatti scrupolo  di usare per biechi fini ideologici, senza conoscere le vere ragioni del drammatico gesto e in ogni caso, senza attendere le risultanze investigative, prima di ipotizzare conclusioni avventate, come era avvenuto, circa due mesi fa per un  caso analogo, ma fortunatamente finito non tragicamente e anche il mese scorso, invece, per l’incendio divampato al liceo Socrate di Roma che, in un primo tempo era stato rubricato come azione di stampo omofobico ed invece dalle dichiarazioni dei colpevoli, che si sono costituiti, è emerso che l’omofobia non c’entrava nulla.

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ago 132013
 

Ci sono sette elementi d’incostituzionalità nella proposta di legge sull’omofobia
luglio 30, 2013 Giancarlo Cerrelli

La proposta di legge, oltre che un pericolo per la libertà di pensiero e di espressione, pone seri elementi di
incostituzionalità. Ecco quali
La legge anti-omofobia, che alcuni, anche tra i parlamentari cosiddetti cattolici, auspicano sia al più presto approvata
dal nostro Parlamento, è una legge inutile, perché i mezzi di tutela nei confronti degli eventuali abusi subiti dalle
persone omosessuali sono già ampiamente previsti dal nostro ordinamento giuridico.
Tale legge, però, oltre a essere inutile, evidenzia un chiaro intento ideologico.
Il progetto di legge anti-omofobia, anche dopo l’emendamento che è stato effettuato e che ha espunto i riferimenti
all’orientamento sessuale e all’identità di genere, non muta lo scopo sostanziale del provvedimento, che è quello di
promuovere una funzione pedagogica e se è il caso rieducativa del popolo italiano, affinché giunga a considerare
l’omosessualità un modo come un altro di vivere la sessualità e prenda finalmente atto che non esiste una “normalità”,
perché non esiste una “natura umana”. Continue reading »