lug 192013
 

 

http://www.scribd.com/doc/154770431/Giancarlo-Cerrelli-a-proposito-dell-adozione-da-parte-del-partner-omosessuale-Un-inaccetabile-lacerazione-dei-legami-genitoriali-naturali-in-IUST

giu 052012
 

Vietare alle coppie omosessuali i benefici previsti dalla legge federale americana sul matrimonio (il Defense Marriage Act) è incostituzionale. È quanto si legge in una sentenza emessa il 31 maggio 2012 dalla Corte d’appello di Boston, che qualcuno già definisce «rivoluzionaria».La decisione è stata presa all’unanimità dai tre giudici della Corte d’appello e ora la questione potrebbe arrivare sul tavolo della Corte Suprema. Nella sentenza si legge come il Defense Marriage Act – che risale al 1996 quando alla Casa Bianca c’era Bill Clinton e che definisce il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna – privi ingiustamente le coppie omosessuali dei diritti e dei privilegi garantiti alle coppie eterosessuali, come quella di fare una dichiarazione dei redditi congiunta. Inoltre, secondo i giudici di Boston, la legge in questione interferisce col diritto dei singoli Stati dell’Unione di dare la propria definizione legale di matrimonio. La sentenza non va oltre e non entra nel merito della questione di recente sollevata dall’intervista di Barack Obama, quella del riconoscimento dei matrimoni gay. Questi ultimi finora sono stati legalizzati solo in otto Stati dell’Unione, mentre in molti altri sono stati vietati per legge, in alcuni persino con una norma nella Costituzione. Continue reading »

mar 152012
 

di Giancarlo Cerrelli

Anche la Cassazione prende posizione sulle coppie gay. Con la sentenza n. 4184/2012, depositata oggi, ha sancito che le coppie omosessuali, se con l’attuale legislazione “non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero”, tuttavia hanno il “diritto alla ‘vita familiare’” e a “vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità, in presenza di “specifiche situazioni”, di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

E’ la prima volta, lo scrive la stessa Corte, che la Cassazione si trova ad affrontare il caso di una coppia gay che chiede il riconoscimento del proprio matrimonio contratto all’estero: i due uomini si erano sposati nel 2002 a L’Aja ed avevano poi chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune di Latina dove sono residenti. Al rifiuto del Comune di riconoscere questo certificato e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso sia in Tribunale che alla Corte d’Appello di Roma, ricorsi entrambi respinti. Di qui l’ulteriore istanza in Cassazione, dove la Prima Sezione Civile motiva la sua decisione – che è comunque di rigetto del ricorso – in circa 80 pagine. La Suprema Corte spiega che, se è vero che in Italia ancora non esiste una legislazione che preveda il matrimonio tra gay (citando a questo riguardo anche la recente sentenza della Corte Costituzionale che appunto aveva detto no ai matrimoni omosessuali), il quadro europeo dei diritti dei gay ed il contesto sociale è fortemente cambiato. Infatti, essendo stata superata grazie alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo “la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi é presupposto indispensabile, per così dire naturalistico della stessa esistenza del matrimonio”, la Cassazione sottolinea che “l’intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro ‘inesistenza’ e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”. Le coppie gay, come i coniugi, hanno però il diritto ad una “vita familiare” e ad esigere e a far valere per questo il diritto ad un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”. Continue reading »

mar 152012
 

 

di Giancarlo Cerrelli

 

Solo pochi giorni fa Benedetto XVI aveva denunciato un fatto inquietante e cioè che “potenti correnti politiche e culturali cercano di alterare la definizione legale del matrimonio” e pochi giorni dopo è giunta puntuale la conferma di quanto fosse fondata tale denuncia.

Il Parlamento Europeo, infatti, in seduta plenaria, ha approvato il 13 marzo 2012, una Risoluzione dal titolo: “Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea”. Il titolo della Risoluzione appare innocuo, ma leggendo l’intero provvedimento si nota come sia farcito di raccomandazioni e inviti ai Paesi membri dell’Unione, al fine di invitarli a modificare radicalmente l’istituto naturale della famiglia.

Vari sono i passi del provvedimento che tendono la mano ad una nuova definizione di “famiglia”, ma vorrei soffermarmi soltanto su uno, che ritengo più incline a divenire l’ariete per  la demolizione, nel nostro ordinamento, dell’istituto della famiglia. Continue reading »

dic 192011
 

Da Hamleys a Londra il giocattolo diventa unisex. Il celebre negozio su Regent Street, da 250 anni il maggior ‘paradiso dei balocchi’ britannico, ha abolito la distinzione per colore dei suoi cinque piani: azzurro per maschietti, rosa per femminucce. Con cinque milioni di visitatori all’anno, Hamleys e’ una delle maggiori attrazioni turistiche della capitale. La decisione di abolire la distinzione dei giocattoli per sesso e’ stata salutata su Twitter come ”la fine dell’apartheid”.

La storica decisione di Hamleys potrà apparire ai più come un adeguamento ai tempi che cambiano, ma è, invece, un chiaro cedimento alla c.d. cultura uni-gender, che mira a trasformare la persona umana, uomo e donna, in un soggetto asessuato.

E’ in corso, da qualche tempo, infatti, il tentativo di dissolvere radicalmente i vincoli più intimi della società; si sta tentando di attuare un’opera di trasformazione dei diritti umani per mezzo di un lungo processo all’interno della cultura occidentale, compiuto da varie e potenti correnti culturali, che si caratterizzano come «costruttivistiche», o come «decostruttivistiche», e che hanno lo scopo di ri-costruire i rapporti tra gli uomini liberandoli dalla legge che è inscritta nella loro natura.  Continue reading »

dic 132011
 

Ancora un no della Consulta alle nozze tra persone omosessuali. in Iustitia (ed.Giuffrè) 2/2011.

Cerrelli Iustitia 2-2011 (testo dell’articolo in pdf)

Abstract

 L’autore, nella nota, prende spunto dall’ordinanza n. 4/2011 della Consulta, che, per la terza volta in meno di un anno, dice no alle nozze tra persone dello stesso sesso, ponendo una particolare attenzione al processo culturale e giuridico in atto nelle società occidentali, che  tenta di imporre nel nostro ordinamento un nuovo paradigma dei diritti umani. Tale processo ha lo scopo di dissolvere radicalmente i vincoli più intimi della società e scardinarne le basi fondate sul diritto naturale. Giancarlo Cerrelli evidenzia come tale processo si avvalga dell’arma potente del diritto per tentare di imporre attraverso provvedimenti giurisdizionali, ciò che non è contemplato dalla legge.

dic 112011
 

E’ sconfortante rilevare che un giurista della fama di Stefano Rodotà usi la Costituzione italiana considerandola “unica bussola” (la Repubblica 21.11.2011 p. 25) con l’intento malcelato di dettare l’agenda etica al Parlamento e al nuovo Governo.
Il noto giurista afferma che:
“Se alla lealtà verso la Costituzione dobbiamo continuare a rifarci, è appunto il percorso costituzionale che deve essere rigorosamente seguito tanto dal governo che dal Parlamento. E questo significa mettere da parte il testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, grondante di incostituzionalità, sgrammaticature e difficoltà applicative in ogni suo articolo. Significa riprendere il cammino verso una seria disciplina delle unioni di fatto, comprese quelle tra persone omosessuali, alle quali la Corte costituzionale ha riconosciuto un “diritto fondamentale” al riconoscimento giuridico della loro condizione, indicazione finora del tutto disattesa dal Parlamento. Significa riportare a ragione e Costituzione la materia della procreazione assistita.”

In poche parole il professor Rodotà, brandendo il feticcio della Costituzione, suggerisce al nuovo esecutivo di fare quello che saggiamente il precedente governo non ha perseguito.
In modo militante e artato, propone di abbattere quei limiti di natura stabiliti da quella “grammatica umana e sociale”, che anche la nostra Costituzione riconosce. Continue reading »