dic 192011
 

Da Hamleys a Londra il giocattolo diventa unisex. Il celebre negozio su Regent Street, da 250 anni il maggior ‘paradiso dei balocchi’ britannico, ha abolito la distinzione per colore dei suoi cinque piani: azzurro per maschietti, rosa per femminucce. Con cinque milioni di visitatori all’anno, Hamleys e’ una delle maggiori attrazioni turistiche della capitale. La decisione di abolire la distinzione dei giocattoli per sesso e’ stata salutata su Twitter come ”la fine dell’apartheid”.

La storica decisione di Hamleys potrà apparire ai più come un adeguamento ai tempi che cambiano, ma è, invece, un chiaro cedimento alla c.d. cultura uni-gender, che mira a trasformare la persona umana, uomo e donna, in un soggetto asessuato.

E’ in corso, da qualche tempo, infatti, il tentativo di dissolvere radicalmente i vincoli più intimi della società; si sta tentando di attuare un’opera di trasformazione dei diritti umani per mezzo di un lungo processo all’interno della cultura occidentale, compiuto da varie e potenti correnti culturali, che si caratterizzano come «costruttivistiche», o come «decostruttivistiche», e che hanno lo scopo di ri-costruire i rapporti tra gli uomini liberandoli dalla legge che è inscritta nella loro natura.  Continue reading »

dic 162011
 

Segnalo l’intervento di Marco Invernizzi, di seguito pubblicato,  che evidenzia l’attuale crisi della politica a favore di un qualcosa di diverso, cioè di una mentalità tecnocratica che vuole soluzioni efficaci, immediate, prive di qualsiasi riferimento ai cosiddetti valori non negoziabili. Una mentalità che lascia ai margini la gente comune, la quale, come dice l’autore, non ha più posti dove formarsi un’opinione attraverso un rapporto personale, per mezzo di discussioni reali, magari oziose e verbose, ma umane. Una mentalità che attribuisce ancora più potere allo Stato, che invade ulteriormente la società, entrando a “guardare” anche nei conti correnti, dopo avere monopolizzato l’educazione, il sistema previdenziale e interi settori del corpo sociale. Da questa situazione si esce soltanto con una profonda azione culturale, che restituisca alla gente il gusto della formazione, della conoscenza, dell’amore per la verità, anche sulla politica. La speranza è quella di ritornare ad essere popolo, che vive di vita propria e non rimanere massa etero-diretta, di fronte ad uno Stato invadente ed invasore. Continue reading »