giu 202016
 

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Tavola Rotonda su Radio Maria del 19 giugno 2016 sul tema “Unioni civili e libertà di coscienza”. Hanno partecipato alla tavola rotonda condotta da Andrea Morigi: Fabrizio Turba, sindaco di Canzo (Co), il Dr. Domenico Airoma, vicepresidente del Centro Studi Rosario Livatino e l’Avv. Giancarlo Cerrelli.

mag 122016
 
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Si fa festa per l’approvazione di una legge che ha un mero valore simbolico, ma non cambia la realtà intrinseca delle cose. In questo caso, come in molti altri, il diritto è usato maldestramente per tentare di superare i limiti posti dal reale. È l’ennesimo tentativo per costruire una società finta e artificiale; e questo fa gioire?
È preoccupante che le vittime di questa ubriacatura ideologica siano i più piccoli, che saranno usati affinché i desideri di certi adulti possano divenire diritti, ma che sono, in realtà, degli autentici anti-diritti.
Quella che si è appena conclusa è solo una battaglia di una guerra che ha obiettivi ben più ampi.
È in gioco il futuro dell’umano!!!
Guai a scoraggiarsi!
Occorre, invece, riunire le forze, divenire missionari del buon senso, evitare divisioni e fare rete, perché…solo
UNITI SI VINCE!

 

feb 262016
 

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COSA SI NASCONDE DIETRO AL MAXI EMENDAMENTO SULLE UNIONI CIVILI?

di Giancarlo Cerrelli

Il misfatto è stato compiuto.

Il Senato ha approvato, ponendo la fiducia, il maxi emendamento sulle unioni civili, con 173 voti a favore.

Il testo che è stato approvato per ora soltanto dal Senato è un vero e proprio matrimonio omosessuale; tant’è vero che un noto giudice, che con altri insigni giuristi promuove scientificamente e in modo militante la “ridefinizione” della famiglia, in un commento a caldo, dopo l’approvazione del maxi emendamento ha scritto: “Nel vano tentativo di differenziare famiglie e famiglie al di la delle intenzioni di qualcuno, si tratta di differenze del tutto irrilevanti e che in parte lasciano spazio anche al sorriso”.

Il maxi emendamento che il Governo ha imposto al Parlamento, infatti, è un testo molto ideologico e palesemente incostituzionale.

Per comprenderne l’intrinseca iniquità di seguito faccio qualche breve rilievo:

 

1. La fedeltà

Il maxi emendamento prevede l’obbligo alla coabitazione, ma non l’obbligo alla fedeltà. Sorge un punto di domanda: Perché obbligare a coabitare se si può essere infedeli? Le abitazioni dei civiluniti è da immaginare che saranno dei postriboli legalizzati. Nulla vieterà, infatti, al civilunito di portare il suo amante o i suoi amanti nella casa in cui coabita con il compagno, senza che questi possa opporre alcuna tutela giuridica contro il compagno fedifrago e ciò perché l’infedeltà diventerà parte del gioco. È evidente che il maxi emendamento sdoganando l’infedeltà ha lo scopo di aprire la strada al “poliamore”.   Non c’è, infatti, da meravigliarsi se lo stesso giorno in cui è stato approvato dal Senato il maxi emendamento è stato presentato un disegno di legge di una sola riga depositato a Palazzo Madama, a prima firma della senatrice del Pd Laura Cantini e sottoscritto anche dai colleghi Alessandra Bencini (Idv), e dai Dem Daniele Borioli, Rosaria Capacchione, Valeria Cardinali, Monica Cirinnà, Camilla Fabbri, Sergio Lo Giudice, Alessandro Maran, Mario Morgoni, Stefania Pezzopane, Francesca Puglisi, che recita: “Togliere dall’articolo 143 del codice Civile il riferimento all’obbligo reciproco di  fedeltà tra i coniugi”. Secondo i proponenti l’obbligo alla fedeltà è da considerarsi un retaggio del passato, non più al passo con i tempi, è solo una visione vetusta del matrimonio. Non può lasciare indifferenti che il maxi emendamento abbia espunto dai doveri l’obbligo di fedeltà. Se si ha chiaro il fine distruttivo che il processo rivoluzionario vuole perseguire contro la famiglia, il maxi emendamento sulle unioni civili  è da considerarsi allora una tappa significativa di questo processo iniziato negli anni ’60 del secolo scorso, che ha di mira lo svuotamento  dell’istituto familiare per ridefinirlo.

 

2. La vita familiare

Il numero 12 del maxi emendamento recita: “Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare”.  Il fatto che nel testo sia fatto esplicito riferimento alla locuzione “vita familiare” ha una ragione profonda: le unioni tra persone dello stesso sesso, una volta approvata la legge, potranno essere apprezzate giuridicamente come “famiglie”. Questo è un passo determinante nel processo di ridefinizione della famiglia. L’inserimento nel maxi emendamento della locuzione “vita familiare”, tuttavia, tradisce il tanto decantato intento dei promotori di voler differenziare le unioni civili dal matrimonio. Non ci si è fatto alcuno scrupolo nel ricopiare il dettato dell’art. 144 del codice civile che fa riferimento specifico alla famiglia, così come prevista dall’art. 29 della Costituzione. La locuzione “vita familiare”, però oltre al riferimento normativo suddetto, ne ha un altro ancora più decisivo. La nozione di “vita familiare” rimanda, difatti, all’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani che tutela tale diritto. L’interpretazione, tuttavia, che viene data a tale articolo della CEDU dalla Corte EDU di Strasburgo è quella di considerare la “vita familiare” come un concetto elastico, per cui sono da considerarsi famiglie – secondo la Corte EDU – i rapporti di ogni tipo, che abbiano alla base l’affetto. Non è stato perciò casuale l’aver apposto questa locuzione nel testo del maxi emendamento; infatti, saranno le Corti di giustizia e in primis la Corte EDU di Strasburgo – che solo per scrupolo ricordo che non è un organo dell’Unione Europea, le cui sentenze pur non essendo immediatamente vincolanti negli Stati membri, tuttavia hanno un forte ascendente sulle decisioni convenzionalmente orientate dei giudici nostrani – a sanzionare ogni ed eventuale discriminazione di trattamento tra persone unite in matrimonio e civiluniti.

 

3. La stepchild adoption

Un altro elemento, che è un vero e proprio “cavallo di Troia” a favore della stepchild adoption, è il n. 20 del maxi emendamento che prevede che, le disposizioni contenute in qualunque legge che si riferiscano al matrimonio, o che contengano i termini “coniuge”, o “coniugi”, si applichino anche a ciascuna parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. Basterebbe questa parte della disposizione per capire il progetto dei promotori del maxi emendamento, progetto, tra l’altro, avallato da alcuni senatori nominativamente definiti cattolici. Risulta, tuttavia, molto preoccupante l’ultima frase del numero 20 che è una vera e propria apertura alla stepchild adoption per via giudiziaria. Recita, infatti, tale disposizione: “Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti”. È chiaro che apponendo questa disposizione, il fine dei promotori del maxi emendamento è stato  quello di voler lasciare alle corti di giustizia, ormai quasi univocamente posizionate, la valutazione della concessione della stepchild adoption nei singoli casi che si presenteranno davanti ai vari tribunali. Dal momento, infatti, in cui le unioni civili saranno approvate definitivamente i giudici avranno anche una copertura legislativa a cui fare riferimento per concedere più facilmente la stepchild adoption.

Questi sono solo alcuni degli elementi che rendono il maxi emendamento un provvedimento iniquo e preoccupante. Tale provvedimento è stato imposto agli italiani contro la loro volontà non rispettando le normali regole e procedure parlamentari.

Renzi dopo l’approvazione del maxiemendamento in Senato ha affermato: “Ha vinto l’amore”. No caro Renzi, ha vinto una deriva di regime orientata a sovvertire le basi antropologiche della società.

feb 222016
 

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IL PROGETTO DI RENZI CONTRO LA FAMIGLIA. ECCO LE PROVE DOPO DUE ANNI DI GOVERNO.

di Giancarlo Cerrelli

Oggi 22 febbraio 2016 sono due anni che è in carica il governo Renzi.

In questi due anni tale governo, di concerto con l’assemblea parlamentare, ha promosso e continua a promuovere lo smontaggio della famiglia naturale e delle basi antropologiche dell’umano; ciò sta avvenendo con una tale intensità e scientificità come mai è avvenuto prima.

Ecco le tappe più importanti, di questo processo:

10 novembre 2014: è stata approvata la legge che ha introdotto l’istituto della negoziazione assistita per i procedimenti di separazione e divorzio. Tale istituto prevede la conclusione di un accordo da parte dei coniugi dinanzi a un avvocato, o anche solo davanti all’impiegato del Comune, nelle fasi patologiche del rapporto, senza necessità di comparire davanti al giudice.

Questo istituto, invero, si pone sulla strada della privatizzazione della famiglia e della banalizzazione del matrimonio. Recentemente, infatti, in tale prospettiva, una sentenza del Tribunale di Milano ha ammesso che per portare a termine il divorzio consensuale davanti all’impiegato del Comune, non è più necessaria la presenza personale dei coniugi, ma essi possono farsi rappresentare anche dal proprio legale.

22 aprile 2015: È stato approvato il Divorzio breve, che ha facilitato, abbreviando i termini (6 mesi o un anno dalla separazione), lo scioglimento del matrimonio, contribuendo a banalizzare l’istituto matrimoniale.

13 luglio 2015: È stata approvata la legge sulla cd. “Buona scuola”, che all’art. 1, comma 16, che ha legittimato e confermato un’azione di inserimento della cosiddetta ideologia del “gender” nelle scuole.

19 ottobre 2015: È stata approvata la legge L. 19/10/2015, n. 173 – che ha modificato la legge 4 maggio 1983, n. 184 – sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare. Tale legge consente la trasformazione dell’affido familiare in adozione ai sensi dell’art. 44 lettera a) L. 184/1983, se scaturisce da preesistente rapporto stabile e duraturo  «anche maturato nell’ambito di un prolungato periodo di affidamento».  Tale modifica della legge 184/1983 darà copertura legislativa ad alcune sentenze, come quella, ad esempio, del Tribunale dei minori di Bologna del 31 ottobre 2013 che ha stabilito di affidare a una coppia di maschi omosessuali un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo.

Che cosa vieterà, dopo un prolungato periodo di affidamento e dopo l’approvazione delle unioni civili, che tale affidamento si possa trasformare in adozione?

21 ottobre 2015: Il governo italiano ha fatto volutamente scadere il termine per presentare appello contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo «Oliari e altri contro Italia» del 21 luglio 2015, che ha condannato l’Italia per il mancato riconoscimento delle convivenze omosessuali, creando, volutamente, un precedente giurisprudenziale.

20 febbraio 2016: È stata resa pubblica la chiara presa di posizione dell’Avvocatura generale dello Stato – che è formalmente quella del governo – a favore della stepchild adoption. Nel giudizio davanti alla Corte costituzionale, infatti, che si terrà mercoledì 24 febbraio 2016 – vertente su un’eccezione di costituzionalità da parte del Tribunale dei minori di Bologna, degli art. 35 e 36 della legge 184/1983, nella parte in cui “non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto se risponda all’interesse del minore adottato il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia” – l’Avvocatura dello Stato ha espresso il suo parere sostenendo che “non avrebbe alcun fondamento logico e giuridico escludere l’adozione nel caso di convivenza tra persone dello stesso sesso”.

 21 febbraio 2016: Renzi, durante l’assemblea dei delegati del PD, ha affermato che è interesse del governo approvare in fretta il disegno di legge sulle unioni civili omosessuali, giungendo sul punto, pur di portare a casa il risultato, a porre eventualmente la fiducia al governo. È da rammentare che le unioni civili sono un vero e proprio matrimonio che prevedono la stepchild adoption, che apre la strada alla barbara pratica dell’utero in affitto.

Tale disegno di legge, in verità, non ha lo scopo di concedere diritti alle coppie conviventi, anche omosessuali, ma di ridefinire il concetto di famiglia.

Quelle che ho evidenziato sono solo alcune delle azioni che il governo Renzi, di concerto con l’assemblea parlamentare, ha compiuto in questi due anni a danno della famiglia e della società.

In questa legislatura sono già in programma altre leggi devastanti, come quelle sull’eutanasia e sulla liberalizzazione delle droghe leggere,

Qualcuno potrebbe eccepire a queste mie considerazioni, che viviamo in uno Stato laico e che determinate leggi devono essere approvate a prescindere dal sentire di una parte degli italiani.

Mi si consenta di affermare che in questi casi non c’entra nulla la laicità dello Stato!

Qui è in gioco la nostra libertà e il futuro dell’umano che questo governo, con un subdolo totalitarismo sta erodendo  sempre più, per favorire una dittatura del pensiero unico.

Una cosa è certa: il popolo italiano, di cui una rappresentanza è scesa in piazza il 20 giugno 2015 e il 30 gennaio 2016, sta osservando con attenzione questo processo perverso – attuato sotto la vigenza del governo Renzi – che mira a mutare le basi antropologiche della nostra società e dell’umano e sono sicuro che, al momento opportuno, si ricorderà e reagirà dicendo NO a questa deriva di regime.