segare il ramo su cui si è seduti

La nostra civiltà sta volgendo al termine. È ciò che afferma il filosofo ateo francese, Michel Onfray, nel suo ultimo libro. Mentre siamo distratti dalla tutela dei diritti civili, altri lavorano per segare il ramo su cui siamo seduti. Ecco in che modo…

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Ho più volte affermato che il vero fine della legge anti omofobia non è tanto la tutela delle persone omosessuali, quanto piuttosto quello di inserire nel nostro ordinamento giuridico un ulteriore e decisivo tassello per procedere più speditamente alla decostruzione sociale, culturale e antropologica del nostro popolo.

Conferma sorprendentemente tale tesi, dando interessanti spunti di meditazione, il filosofo ateo francese Michel Onfray nel suo nuovo libro in uscita il 20 maggio, L’Art d’être français, e anticipato dall’Express e segnalato dal giornalista del Foglio Giulio Meotti.

La decostruzione della nostra civiltà

Scrive il filosofo francese che è in corso una grande decostruzione “della memoria, della cultura, in una parola, della nostra civiltà. È una variazione del tema rivoluzionario ‘del passato facciamo piazza pulita’”.

È tempo del transumanesimo. “Abbiamo il diritto di porre la domanda sul futuro della nostra civiltà. Ci spiegano che un giorno smonteremo la storia dell’Europa come buttiamo via un fazzoletto inutile. E poi erigeremo un governo planetario su cui i movimenti ambientalisti stanno lavorando senza accorgersene. L’ecologia è un formidabile cavallo di Troia per abolire i confini, poiché la salvezza del pianeta ignora le nazioni”. 

L’artificializzazione dei corpi

In tale nuovo umanesimo scrive Onfray: “Non ci sarebbero più uomini o donne, non più maschio o femmina. Questa indifferenziazione sessuale è un primo passo verso un’artificializzazione dei corpi che mira nel lungo termine a renderli un giorno pienamente commercializzabili in un universo omogeneo trasformato in un supermercato, dove si compra e si vende di tutto”. 

La questione islamica

In tutto questo Onfray scorge la questione islamica. Afferma, infatti, il filosofo francese che: “La realtà dimostra che Samuel Huntington aveva ragione.

Huntington sostiene che i blocchi di civiltà sono prima di tutto blocchi di spiritualità: l’induismo in India, l’animismo in Africa, il confucianesimo in Cina, il giudeo-cristianesimo in Europa, la umma dei musulmani…”

La civiltà islamica ha un progetto in competizione con la civiltà giudaico-cristiana europea. Lavora per una disintegrazione della nostra area culturale con il contributo degli islamogoscisti”. 

La fine della nostra civiltà

E Onfray afferma drammaticamente la fine della nostra civiltà: “Dopo duemila anni, – sostiene Onfray – il giudeo-cristianesimo ha fatto il suo tempo. Come con qualsiasi organismo vivente, arriva l’ora della morte.

La nostra civiltà sta volgendo al termine. L’edificio giudaico-cristiano è aggredito come termiti nel quadro di una cattedrale. Arriva il giorno in cui la struttura in legno dell’edificio si sgretola in polvere”. 

Se allora i benpensanti comprendessero dove sta volgendo la nostra civiltà si guarderebbero bene dal dare spazio a leggi come il ddl Zan, che sono funzionali alla variazione del tema rivoluzionario che mira alla decostruzione e alla morte della nostra civiltà.

14620cookie-checkStiamo segando il ramo su cui siamo seduti: la nostra civiltà.
2 pensiero su “Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti: la nostra civiltà.”

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