girls with signs on protest against russian war on ukraine

La guerra di conquista che la Russia ha intrapreso nei confronti di una nazione sovrana qual è l’Ucraina desta costernazione e preoccupazione.
Ciò che, tuttavia, brilla in questo contesto drammatico è il coraggio del popolo ucraino, che evidenzia l’amore per la propria patria, che sembra, al contrario, latitare nelle società occidentali sempre più stanche, de-moralizzate e omologate da una globalizzazione così invadente e aggressiva da rubare le loro identità culturali.

Zelensky: “Moriamo per diventare come voi”

Appaiono, tuttavia, significative le dichiarazioni rilasciate in video martedì 1 marzo u.s. dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria straordinaria a Bruxelles. L’intervento di Zelensky, sottolineato dal Parlamento europeo da una standing ovation, ha evidenziato il significato che ha la resistenza del popolo ucraino all’invasione russa, affermando che:

“Oggi stiamo dando le nostre vite per i valori, per la libertà, per essere uguali a voi”

In altre parole: “moriamo per diventare come voi, europei”.

È comprensibile ed eroico combattere per la propria patria, per non essere sottomessi a un regime che sta sacrificando migliaia di vite umane per una guerra inutile e fratricida. Se, tuttavia, da una parte c’è un regime che usa le armi convenzionali per imporre il suo potere, dall’altra parte, c’è l’Europa che fa parte di quell’Occidente che è, invero, un altro regime, che non usa le armi convenzionali per imporre la sua dittatura, ma usa la persuasione, fino a giungere a imporre l’emarginazione a chi non si piega a quel totalitarismo sottile e subdolo, che invade le nostre società occidentali.

L’Europa e la guerra di liberazione dalla natura umana

L’Europa ha perso la sua anima, le sue radici, ha dimenticato le fondamenta su cui è stata costituita, il fatto che non faccia più figli la dice tutta. Quest’Europa combatte, dal ’68 del secolo scorso, una “guerra di liberazione dalla natura umana”. Promuove, con una scientifica acribia, una cultura che esalta una malintesa libertà, corroborata, peraltro, da un’assoluta autodeterminazione, che definisce la persona non in base alla sua natura, ma in base alla sua desiderante volontà soggettiva di ciò che vuole essere in quel momento. L’assolutizzazione del desiderio ha finito per soppiantare la realtà. L’esaltazione dei diritti civili, che tanto al giorno d’oggi sono sostenuti e promossi, in definitiva negano la natura: il diritto di cambiare sesso, il diritto alla «genitorialità» tramite decisione anche di una singola persona, la maternità surrogata, l’utero in affitto, la fecondazione artificiale, il diritto di abortire il frutto indesiderato della natura, il figlio. Come afferma, infatti, acutamente Marcello Veneziani:

“ogni nuovo diritto parte dal rigetto preventivo di ciò che la Natura ha dato. La libertà è intesa come emancipazione radicale e plurima dalla Natura. Oscurantismo primitivo è restarvi dentro. Lo stesso diritto di affrancarsi dalla Natura si estende al rapporto con i luoghi di nascita e di vita; e investe i popoli, non solo i singoli. Ovvero nascere in un luogo è casuale, insignificante, come nascere da un padre e una madre, perché quel che conta è dove decidi di andare a vivere, cosa decidi di essere. La Natura non vale dunque nemmeno per il legame con i luoghi natii, fatto accidentale, irrilevante, da cui emanciparsi. Non sorte ma sorteggio, non Natura ma caso.”

È questa l’Europa per cui Zelensky e i suoi connazionali vogliono morire?

L’Ucraina e l’utero in affitto

È pur vero, tuttavia, che l’Ucraina è uno dei pochi Stati al mondo in cui il cosiddetto utero in affitto è legale e in cui donne ucraine sono pagate, meno che in altri Paesi, da coppie occidentali etero e gay, che a costo di soddisfare i loro desideri, affittano le pance di queste donne per avere un figlio.

L'Ucraina è il paradiso dell'utero in affitto
L’Ucraina è il paradiso dell’utero in affitto

Pur tuttavia Zelensky e il popolo ucraino si trovano a un bivio tra due regimi; uno mette in pericolo il corpo, l’altro, in modo più subdolo, mira a corrompere l’anima.

Preghiamo e manifestiamo pure per la pace, tuttavia, soltanto una rinascita spirituale e morale dell’Europa potrà fornire semi di speranza a questo Occidente che sta correndo velocemente verso la sua deriva.

22503cookie-checkL’Ucraina al bivio tra due regimi

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