Mahmood sul ddl Zan

È significativa l’intervista, sul ddl Zan, a Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo 2019, rilasciata, oggi, a tutta pagina, a la Repubblica.

Il cantante evidenzia implicitamente, come l’approvazione di una legge anti omofobia, conosciuta come ddl Zan, discriminerebbe altre categorie di persone che subiscono più vessazioni degli omosessuali; ma la Repubblica non ci sta e lo smentisce nel titolo

L’intervista di Mahmood a Repubblica

La Repubblica, come del resto la maggior parte dei mezzi di comunicazione, che sono gay friendly, in questi ultimi giorni, temendo il pericolo che il ddl Zan possa non essere approvato, hanno iniziato a fare una forte pressione mediatica, servendosi di alcuni artisti compiacenti sulla tematica omofobia.

Dopo Elodie, Fedez, Paola Turci e Levante, oggi su la Repubblica è stata la volta di un’intervista a tutta pagina a Mahmood, cantante italiano di padre egiziano, vincitore del Festival di Sanremo 2019, con la canzone Soldi.

Mahmood pur essendo sostanzialmente favorevole al ddl Zan, nella sua intervista dimostra implicitamente, che un tale provvedimento discriminerebbe ulteriormente alcune persone che subiscono più vessazioni degli omosessuali.

Intervista su la Repubblica a Mahmood su in cui l'artista implicitamente fa capire che il ddl Zan discriminerebbe ulteriormente alcune categorie di persone che subiscono più vessazioni dei gay.
Stralcio dell’intervista a Mahmood su la Repubblica del 3 aprimle 2021

Categorie di persone fragili che subiscono più vessazioni degli omosessuali.

L’intervistatore ha provato a far confessare a Mahmood di aver subito attacchi omofobi da giovane.

Lui, però, ha risposto sinceramente, che alle medie e al liceo era “cicciottello, nerd, con gli occhiali, un pochino scuro di pelle”…e questi erano i motivi delle offese; certamente, diciamo noi, non era l’omofobia.

Intervista a Mahhmood su la Repubblica in cui afferma che i gay sono presi di mira meno rispetto ad altre categorie di persone fragili.
Stralcio dell’intervista a Mahmood su la Repubblica del 3 aprile 2021

Nel prosieguo dell’intervista Mahmood dichiara in modo sibillino, che qualora non venga approvata la legge Zan “ci saranno conseguenze a livello internazionale”. Quali? Ci piacerebbe saperlo.

Mahmood, tuttavia, risponde in modo decisivo a un’altra domanda dell’intervistatore, affermando candidamente, che solitamente: “Si prende di mira il fragile, non necessariamente l’omosessuale”.

Mahmood, in questo caso, ha detto la verità, invero, alcune categorie di persone fragili (gli obesi, i calvi, i brutti, i diversamente abili, etc.) subiscono più vessazioni degli omosessuali.

Eppure gli appartenenti a tali categorie non hanno chiesto una legge apposita, che li tuteli, perché già esistono nel nostro ordinamento, norme che tutelano tutti i consociati, compresi gli omosessuali.

La Repubblica, però, non ci sta e lo corregge nel titolo, riassumendo il suo pensiero così: “Mahmood: “Io, vittima di omofobia al liceo. La legge Zan è civiltà”

Perché il pressing a favore del ddl Zan?

Come mai allora questo pressing a favore della legge anti omofobia?

Perché il ddl Zan apparentemente, ci dicono, vuole tutelare le persone omosessuali, ma il suo vero scopo, invece, è quello di modificare e riscrivere l’antropologia della nostra nazione su basi nuove.

Il ddl Zan, infatti, ha uno scopo pedagogico e rieducativo del popolo italiano, che servendosi di sanzioni penali, limiterà la nostra libertà di espressione, per imporci un mutamento della struttura sociale dagli esiti del tutto artificiali.

Tale processo determinerà, tra le conseguenze, l’abolizione dal nostro ordinamento giuridico dei termini padre, madre, marito e moglie, com’è già avvenuto in Spagna e in Francia e di cui anche in Italia si avvertono i primi segnali. 

È necessario, pertanto, contrastare il ddl Zan, perché vuole cancellare le basi identitarie della nostra Nazione.

12030cookie-checkSe “la Repubblica” corregge Mahmood sul ddl Zan.

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